Museo delle Culture di Villa Garibaldi

Il Museo delle Culture “Villa Garibaldi” di Riofreddo testimonia la presenza e l’incontro di identità culturali diverse in un luogo che, sin dai tempi antichi, è stato terra di confine e importante crocevia di traffici, attraversato dalla via Valeria, strada consolare romana che in parte ricalcava l’antico tratturo. Un territorio strategico, un territorio di scambi e di incontri.

Nelle sue collezioni archeologiche sono conservati i ritrovamenti della necropoli arcaica di Casal Civitella, che documentano la presenza sul territorio dell’antica popolazione degli Equi, bellicosi abitanti di insediamenti fortificati d’altura e fieri avversari dell’ascesa di Roma, i cui corredi trovati all’interno delle tombe sono costituiti esclusivamente da armi e ornamenti. Non meno importanti, i reperti appartenenti al successivo periodo di conquista da parte dei Romani rinvenuti tra i resti dell’antica colonia latina di Carsìoli, nella zona dell’odierna Civita di Oricola. Di particolare interesse, tra gli altri, un’ara di forma rettangolare con timpano, decorata sui quattro lati, e un frammento di miliario della via Valeria.

Le testimonianze esposte ci accompagnano, quindi, nelle epoche successive, con l’ausilio di pannelli didattici, fotografie e plastici di notevole fattura che rappresentano le fasi salienti della storia locale: la presenza dei primi nuclei di popolazione intorno alla Chiesa e al Convento di S. Giorgio (IX sec.), l’edificazione del castello Colonna (XII sec.) e dell’Oratorio dell’Annunziata con l’adiacente ospedale (XV sec.) fino all’arrivo della famiglia Garibaldi con la costruzione della Villa (1893).

Riofreddo terra di confine, dove genti, culture e tradizioni hanno lasciato la propria impronta sul territorio col passare dei secoli. Dagli antichi Equi ai Romani e poi via via dai notabili dello Stato Pontificio e i commercianti del Regno di Napoli alla famiglia di Garibaldi, una schiera di mercanti, carrettieri, briganti, contadini, pastori, artigiani e soldati, fino agli ‘oriundi’ riofreddani, che tornano ancora in paese per le loro vacanze, insieme ai numerosi villeggianti.

Nella sezione demoetnoantropologica sono esposte le diverse testimonianze culturali della comunità locale, contraddistinte dai differenti modi di produzione e di scambio, dai distinti repertori musicali, dalla variegata partecipazione alle confraternite religiose e all’organizzazione delle feste. Beni materiali ma anche immateriali, con punti di ascolto che offrono preziosi reperti della tradizione orale locale, con il suo dialetto, le sue arti, mestieri, musiche e credenze. Un patrimonio non scritto di memoria individuale e collettiva, tramandata di generazione in generazione.

La sede del museo è “Villa Garibaldi”, dimora fatta costruire alla fine del 1800 da Ricciotti, figlio del generale Giuseppe e Anita, per la sua famiglia: i primi ‘villeggianti’ moderni a Riofreddo. Restaurata grazie ad un finanziamento della Regione Lazio e della Comunità Europea e inaugurata nel 2001 come Museo delle Culture, dal 2014 Villa Garibaldi di Riofreddo rientra nel progetto delle Case-Museo della Regione Lazio, mentre il museo stesso fa parte dei sistemi tematici museali relativi all’archeologia (Proust) e all’antropologia (Demos) della Regione Lazio.

Alla famiglia Garibaldi è dedicata una sezione del museo, dove si conservano cimeli e testimonianze raccolti intorno alla figura di Ricciotti, ultimo figlio dell’eroe dei due mondi, e alla sua numerosa famiglia, che fu molto attiva nella comunità locale, grazie soprattutto al ramo femminile. La moglie, Harriet Constance Hopcraft, si inserì felicemente nel paese e insieme alle figlie maggiori, Rosa e Italia, si prodigò in una serie di lodevoli iniziative, di grande importanza per la popolazione di Riofreddo e dintorni, rianimando, tra l’altro, l’antico ospedale della SS. Annunziata, dove la comunità poteva trovare l’assistenza di un primo soccorso e progressivamente anche quella di un medico condotto.

 

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