Museo delle Tradizioni Musicali

Museo delle Traduzioni Musicali Arsoli

Il museo delle Tradizioni Musicali di Arsoli, inaugurato nel 2006, si trova al pian terreno dell’antico Granaio Massimo e affaccia su Corso Borgo San Bartolomeo, arteria che collega il cuore medievale del paese alle due piazze principali. L’adiacente salita al Campo conduce al Castello Massimo, che con la sua mole imponente sovrasta l’intero paese.  Il museo è stato realizzato negli anni insieme alla popolazione di Arsoli, che ha arricchito la collezione con preziosi oggetti di famiglia, documenti di valore, immagini storiche. Fra gli strumenti musicali spiccano alcuni pezzi molto pregiati donati dalla famiglia Massimo, la quale ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo della tradizione bandistica arsolana, ancora oggi viva e ben radicata nel paese. Il percorso espositivo privilegia volutamente nella distribuzione degli oggetti il criterio di destinazione d’uso a quello organologico.

La prospettiva etnomusicologica e antropologica che caratterizza l’allestimento consente di individuare gli scenari e i contesti culturali in cui i singoli oggetti esposti sono inseriti.  Di ogni strumento, cioè, sono esplicitate le funzioni sociali, i contesti d’impiego, i saperi, e i repertori ad esso legati. Le installazioni fotografiche che arricchiscono la collezione, inoltre, guidano l’attenzione del visitatore sul ruolo del corpo umano nella produzione vocale e strumentale, mostrando la fisicità dell’esecuzione musicale nei volti tesi in un canto spiegato, nelle mani sapienti intente a suonare o a costruire uno strumento. Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni: strumenti bandistici, agro-pastorali, urbano-artigiani, rituali. Il museo è inoltre dotato di un ampio schermo per visionare i documenti audiovisivi di carattere antropologico ed etnomusicale prodotti durante le campagne di ricerca. Due postazioni informatiche consentono al visitatore di consultare tramite un database pubblico un’ampia gamma di documenti, immagini e registrazioni audio e video presenti in archivio.

Il Museo delle Tradizioni Musicali rappresenta il primo polo oggi attivo di un progetto più ampio, l’Ecomuseo del territorio di Arsoli, concepito dall’etnomusicologa Fulvia Caruso nel 2005 con la diretta partecipazione della popolazione e la cui missione spazia dalla conservazione del patrimonio culturale e dell’ambiente, al recupero della memoria intesa come legame fra passato, presente e futuro.  La prima idea di costituire un museo ad Arsoli ha tuttavia radici ancor più lontane e prende vita nel 1994 con l’iniziativa “Facciamo insieme il nostro museo”, grazie alla quale vennero raccolti circa 600 oggetti propri della cultura contadina, artigiana,  confraternale, musicale,  insieme a documenti storici, fotografie, sculture e opere pittoriche di artisti locali. Tutta la collezione, escludendo il patrimonio musicale confluito nel museo ad esso dedicato, è attualmente custodita nel Centro di Ricerca e documentazione delle Arti e Tradizioni popolari, sito  al pian terreno dell’edificio dell’ex Asilo S. Filippo Neri, in piazza Valeria, aperto al pubblico dietro prenotazione.

 

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