Vivaro Romano, il Comune

Vivaro Romano è attualmente il più piccolo Comune della Città metropolitana di Roma,
ma non per questo, però, esso si presenta privo di interesse e di importanza.
Nei secoli è possibile certificare un suo ruolo nelle complesse vicende storico politiche
che lo legano fin dall'inizio allo Stato Pontificio e, in generale, al potere temporale dei Papi. La sua vicinanza con Roma, la fervida fede dei suoi abitanti, la naturale tendenza all'indipendenza e alla libertà sono costanti e variabili della storia di Vivaro Romano. Lo Stemma di Vivaro rappresenta una vipera che avvince un cespo di rose canine o silvestri,fiore tipico delle nostre montagne. La data che compare nel Gonfalone è quella del 1807. Il fatto che nello Stemma di Vivaro sia presente una vipera può essere collegato all’errata interpretazione che per anni è stata data al nome stesso del paese: Vivaro come corruzione di Viprarius, come dire paese delle vipere. Afferma, invece, G.Di Nicola che “l’opinione più comune è che i coloni romani di Carseoli abbiano chiamato Vivarium il nostro territorio per l’abbondanza di acqua destinata all'allevamento dei pesci, come sembrerebbe indicare il sopravvissuto termine Peschiera che prima di diventare la piazza del paese, indicava la contrada fuori la Porta di Colle Gennaro. Non molto distante dall'ingresso del paese troviamo il Santuario di Maria Santissima Illuminata. Posizionato sul Colle di Santa Maria edificato nel XIII secolo. L'edificazione di tale santuario è da ascrivere al culto della sacra immagine della Madonna conservata all'interno dell'edificio. La leggenda locale narra che un fascio di luce portò illuminò il luogo dove si trovava la Sacra Icona della Madonna. Per ricordare l'evento la sera del 4 agosto, il popolo Vivarese dotato di fiaccole accompagna l'Immagine Sacra a piedi dal Santuario fino a Vivaro nella Chiesa di San Biagio.

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