Aniene e il sacro. I monasteri benedettini
L’acqua è un elemento al quale l’uomo nella storia ha sempre riconosciuto una dimensione sacrale. “Nullusfons, enim, non sacer”, non esiste, dunque, alcuna fonte che non sia cara agli dei, così si conclude ad esempio, il commentario all’Eneide di Servio (Ad. Aen., VII, 84). Ed è dunque naturale che, in un luogo così ricco di fonti e sorgenti, all’acqua fossero tributate innumerevoli manifestazioni di culto,dalle umili stipi votive collocate in prossimità di polle d’acqua lungo tutta la valle presso cui i fedeli depositavano ex voto in segno di gratitudine, ai luoghi di culto celebrati nella letteratura, come la grotta di Albunea, la ninfa di una fonte solforosa che si trovava le cascate dell’Aniene a Tivoli, e la sibilla tiburtina, la più misteriosa tra i profeti.
Ma è un lungo viaggio tra storia e religiosità quello dell’acqua nella valle dell’Aniene, un viaggio che da Roma antica e attraverso le prime comunità cristiane che qui si insediarono giunge fino a San Benedetto, che dentro i confini della solitudine sublacense passò i primi anni del suo romitaggio per poi fondare in seguito i 13 monasteri del suo ordine.
Monastero di Santa Scolastica
Di questi l’unico sopravvissuto a terremoti e distruzioni è quello di Santa Scolastica, che, sino alla fine del XII secolo, fu il solo monastero di Subiaco. Frutto di un’attività edilizia che nel tempo non si è mia fermata. esso ospitaedifici di epoche e stili diversi. Le sue strutture si articolano attorno a tre chiostri: il “Chiostro Rinascimentale”(XVI sec.), il “Chiostro Gotico” (XIVsec.) e il “Chiostro Cosmatesco”, (XIII sec.). Tra le mura svetta nella sua maestosità il Campanile romanico, edificato nel XII secolo. Al piano superiore del lato nord del “Chiostro Gotico”, con finestre ad arco che vi si affacciano, è custodito uno dei gioielli dei monasteri di Subiaco, la Biblioteca, che al suo internoospitapreziosi manoscritti e codici miniati.
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Monastero di San Benedetto e “Sacro Speco”
A partire dalla fine del XII secolo poco più avanti lungo la strada verso Jenne fu costruito il Monastero di San Benedetto, nato per custodire il Sacro Speco, la grotta ricavata in una parete rocciosa del Monte Taleo dove il Santo si ritirò a vita eremitica per tre anni.La sua struttura si conforma perfettamente alle caratteristiche del luogo, creando una serie di architetture assai suggestive, tanto da essere definito da papa Pio II un “nido di rondini” incastonato nella roccia a strapiombo sulla valle sottostante. Esso ècomposto da due Chiese sovrapposte, quella Inferiore e quella Superiore, e da Cappelle e grotte che custodiscono affreschi eseguiti tra il XIII e il XIV secolo. In uno di essi è il famoso ritratto di S. Francesco senza aureola, cosa che data l’esecuzione del dipinto a una data anteriore al 1228, anno in cui ebbe luogo la sua santificazione.

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Eremi di San Cosimato
Uno dei più affascinanti luoghi storico-paesaggistici del Lazio è senz’altro il complesso delle grotte naturali e artificiali a strapiombo sul fiume Aniene ricavate sotto il convento di S. Cosimato, presso il Comune di Vicovaro. Rese celebri dalle illustrazioni che tra l’‘800 e il ‘900 guidavano i viandanti nel ricchissimo itinerario artistico fra Tivoli e Subiaco, i cosiddetti gli “Eremi di S. Benedetto”, piccole cellette dove i monaci si ritiravano in preghiera,ospitano in una delle cavità la cappella di S. Michele arricchita da affreschi molto antichi.In quello principale è raffigurato un episodio narrato da Gregorio Magno legato alla vita di S. Benedetto. Questi, secondo la tradizione, rischiò di essere avvelenato ad opera di religiosi (secondo alcuni monaci basiliani) che mal sopportavano la rigida regola da lui introdotta. Miracolosamente, però, il venefico calice che egli portava alle labbra si frantumò.
Il complesso degli Eremi è reso ancor più suggestividalla presenza di numerose gallerie degli acquedotti romani (III sec. a.C. e il I d.C.) alcune delle quali visitabili.
Il complesso dei monasteri sublacensi costituiscono monumenti unici per bellezza e spiritualità, con le loro architetture arrampicate lungo costoni rocciosi scoscesi, su strapiombi a picco sulla valle allo stesso tempo impervia e ospitale, e custode di tesori di entusiasmante bellezza.
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